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Presentazione

L'Ufficio per lo Sport fornisce supporto giuridico-amministrativo alle iniziative di prevenzione della violenza nello sport sia a livello nazionale che internazionale.

La questione della sicurezza nello sport, e in particolare nel calcio, è un problema estremamente sentito da alcuni decenni che resta di attualità anche alla luce dei recenti casi di razzismo e di violenza.

Episodi particolarmente gravi avvenuti durante lo svolgimento di manifestazioni sportive internazionali, in particolare i tragici eventi dello stadio Haysel di Bruxelles, hanno condotto gli Stati membri del Consiglio d'Europa e gli altri Stati parte nella Convenzione culturale europea alla firma a Strasburgo il 19 agosto del 1985 della Convenzione Europea sulla violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive, segnatamente nelle partite di calcio.

In Italia la Convenzione è entrata in vigore dal 1 gennaio 1986.

Gli Stati firmatari, nei limiti delle rispettive disposizioni costituzionali, applicano le disposizioni della Convenzione a tutti gli sport ed alle manifestazioni sportive, tenuto conto delle esigenze specifiche, durante i quali si temano violenze o disordini da parte degli spettatori.

Un Comitato permanente del Consiglio d’Europa, istituito dalla Convenzione, ha il potere di monitorarne l’attuazione e indirizzare raccomandazioni agli Stati sulle misure da prendere.

È attualmente in corso di ratifica una nuova Convenzione del Consiglio d'Europa concernente un “approccio integrato in materia di sicurezza, security e servizi in occasione di incontri calcistici e di altre manifestazioni sportive”.

Quest’ultima, presentata a Saint-Denis il 3.07.2016 nel corso dei Campionati europei di calcio e sottoscritta dall'Italia il 2 settembre 2016, rivede la Convenzione del 1985 per affrontare le sfide e gli sviluppi attuali.

Rappresenta uno strumento vincolante a livello internazionale che istituisce una cooperazione istituzionale tra tutte le parti interessate pubbliche e private coinvolte nell'organizzazione di eventi calcistici e di altre manifestazioni sportive e consente di approfondire la cooperazione con i partner, in particolare tra le forze di polizia dei vari Paesi.

Si basa sulle cosiddette 3 “s”:

  • sicurezza (safety) per garantire che chi assiste agli incontri sia protetto mentre si reca all'evento e nella sede stessa dell'evento,
  • security per impedire e sanzionare qualsiasi comportamento violento connesso agli incontri calcistici
  • servizi per consentire a tutti di godere pienamente dell’evento.

Un comitato di esperti, che vedrà la partecipazione anche di FIFA, UEFA, Associazione leghe europee di calcio professionistico, UE, Interpol ed organizzazioni quali "Football Supporters Europe" e "Supporters Direct Europe" in rappresentanza dei tifosi di calcio, sarà incaricato di monitorarne l'applicazione.

L'Unione Europea incoraggia i servizi di pubblica sicurezza e le autorità sportive a scambiarsi informazioni sui tifosi che rappresentano un rischio potenziale e a organizzare iniziative preventive. La Commissione ha sostenuto la creazione del Network Fare, un'organizzazione che unisce tutti coloro che si impegnano a combattere l'ineguaglianza e la discriminazione nel calcio.

In Italia opera l’Osservatorio Nazionale per le Manifestazioni Sportive, istituito presso il Ministero dell’Interno con la Legge 17 ottobre 2005, n. 210 , che costituisce organo di consulenza tecnico amministrativa del Ministro dell'interno con compiti di coordinamento delle iniziative da attuare in occasione di incontri ritenuti particolarmente a rischio.

L’Osservatorio, a cui partecipa anche un componente dell’Ufficio per lo Sport, svolge attività di analisi (monitoraggio e studio del fenomeno della violenza e delle carenze strutturali degli impianti sportivi), attività propositiva (proposte normative, elaborazione di direttive, promozione di iniziative sinergicamente coordinate con gli altri soggetti interessati) e attività documentali (rapporti annuali sull'andamento del fenomeno) attuando varie iniziative per prevenire episodi di violenza.

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