Audizione del Ministro presso le Commissioni Cultura riunite di Camera e Senato

Nella mattina del 4 febbraio 2020, le Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato, presso l’Aula della Commissione Bilancio, hanno svolto l’audizione del ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, sulle linee programmatiche del Governo in materia di sport.

Di seguito la trascrizione dell'intervento


Introduzione

Sport e Salute

Bando Sport e periferie

Accesso di base allo sport

Fondo unico a sostegno del movimento sportivo e Fondo a sostegno delle società sportive dilettantistiche

I grandi appuntamenti internazionali e la legge olimpica

La sicurezza negli stadi e il fenomeno del razzismo

La legge delega per l’adozione di misure in materia di ordinamento sportivo

Buongiorno a tutti, ringrazio i due Presidenti, ringrazio tutti voi Deputati e Senatori colleghi per questa opportunità che mi date a distanza di cinque mesi dal mio insediamento come Ministro per le politiche giovanili e lo sport.

Sono stati cinque mesi di lavoro piuttosto intenso allo scopo di conoscere e approfondire un mondo straordinariamente complesso ma anche con grandissime opportunità; un mondo molto legato all'altra delega, quella dei giovani, perché è un mondo dove le ragazze e i ragazzi che ho incontrato in questi mesi in giro in tutta Italia offrono continuamente una grande opportunità di scambio, di unione, di rigenerazione dei territori anche grazie allo sport. In questi mesi di lavoro ho avuto modo di approfondire davvero quanto lo sport sia uno dei linguaggi universali della nostra società e sia davvero anche lo strumento, in qualche modo il principale mezzo, attraverso cui abbattere le barriere culturali e sociali. Attraverso lo sport stiamo parlando e continueremo a farlo nei mesi successivi di legalità, di rispetto dei diritti, di sviluppo dell’essere umano, del cittadino, di salute, di benessere psicologico, di strutture materiali e immateriali delle nostre città.

Lo sport infatti ci mette a confronto con i temi del lavoro, della crisi economica, soprattutto in quanto legati a molte delle nuove professioni che riguardano il suo mondo e di cui parlerò qui a breve. Una visione delle politiche per lo sport intesa quindi, e soprattutto, come connettore di opportunità di crescita degli individui e delle comunità, dell'economia del paese, per un'Italia in salute, attiva, tecnologicamente avanzata e coesa, sia territorialmente che socialmente.

In questi mesi ho conosciuto un Paese molto dinamico, un’Italia rappresentata non soltanto dalle istituzioni sportive principali quali il Coni, il Comitato paralimpico, le Federazioni, le Associazioni sportive, le Associazioni dilettantistiche ma anche e soprattutto dalle tante realtà che sui territori, a volte anche con grandi sacrifici e con grandi difficoltà, consentono a migliaia e migliaia di persone soprattutto giovani di partecipare alle iniziative sportive. 

Penso che l'istituzione del Ministero dello Sport stia servendo in questo momento storico soprattutto al riequilibrio di quella che è la governance del mondo sportivo. Infatti con la sua istituzione abbiamo cercato di definire meglio ruoli e funzioni di ciascuno dei soggetti che oggi incide sulle politiche dello sport nel nostro Paese. 

Il Ministero dello Sport come sapete è un Ministero senza portafoglio e quindi non ha una struttura complessa, ordinariamente dedicata a questi temi ma un Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio che è assolutamente sottodotato perché composto da circa venti persone che stiamo cercando di implementare, proponendo una valorizzazione delle risorse umane per consentirgli di svolgere il ruolo di indirizzo e produzione ma anche di monitoraggio e verifica di tutte le altre istituzioni del mondo dello sport nel rispetto di quanto che prevede la norma.

Nella precedente legislatura si è dato vita a uno strumento che reputo particolarmente importante ed efficace che è stato di fatto la trasformazione di un soggetto già esistente, ampliandone obiettivi e attività, nel nuovo “Sport e Salute”. Sport e Salute come voi sapete è una società 100% del MEF e risponde all'indirizzo politico dell'autorità delegata in materia di sport.

L'introduzione di Sport e Salute è stata a mio parere estremamente importante perché oltre a recuperare una serie di compiti che erano precedentemente svolti dalla società “Coni e Servizi” ha ampliato il soggetto sociale e soprattutto dato una funzione specifica al ruolo di questa Società volendo approfondire e sviluppare in modo particolare tutta la parte sociale e culturale legata allo sport. Ovviamente con attenzione ai ruoli e alle funzioni che continuano a svolgere il Coni (nel rispetto della Carta olimpica e delle direttive del CIO), così come il Comitato paralimpico, le Federazioni e gli altri Enti di promozione sportiva: ciascuno contribuisce a definire questa governance che stiamo cercando di rendere sempre più dettagliata rispetto al passato e nel rispetto dei ruoli di ciascuno.

Quello che abbiamo cercato di fare - e che cercherò di esporvi brevemente in queste linee programmatiche - è stato di mettere tutti i soggetti intorno a un tavolo per definire una strategia comune che rispondesse a una visione di lungo periodo delle politiche per lo sport nel nostro Paese. Vogliamo scrivere, insieme a tutti i soggetti nazionali e locali che si occupano di sport, una sorta di agenda che non guardi soltanto a misure e a interventi spot da porre in essere per esempio nell'arco di quest'anno ma che possa avere una visione del Paese coerente con le politiche e gli interventi che vogliamo attuare e fare in modo che lo sport diventi uno degli strumenti estremamente utili e necessari proprio per il suo sviluppo e la sua crescita, un'agenda che guardi ai prossimi 10, 15, 20 anni.

L'impegno di questi primi mesi attraverso appunto gli incontri che vi dicevo prima, è stato un impegno per me estremamente importante soprattutto per conoscere da vicino la complessità di questo mondo. Ho incontrato la maggior parte dei Presidenti delle Federazioni, molti Presidenti di Associazioni sportive, ovviamente il presidente del CONI e il Presidente del Comitato paralimpico; incontrerò il 18 febbraio prossimo i Presidenti regionali del CONI e il 25 febbraio parteciperò alla Giunta e al Consiglio nazionale del CONI. 

Come vi dicevo Sport e Salute è il braccio operativo del nostro Ministero ed è un braccio operativo che stiamo cercando sempre più di indirizzare sulla linea di uno sviluppo territoriale di tutta una serie di attività rivolte a ragazze e ragazzi. Come sapete meglio di me, vivendo sui territori e girando sui campi, ogni giorno si uniscono e si sfidano squadre fatte di ragazze e ragazzi con storie, origini e culture completamente diverse e in quel contesto si riconoscono in qualche modo come uguali, come parte di una di una stessa squadra. Ed è proprio attraverso lo sport che è possibile confrontarci con i cambiamenti, con la rivoluzione tecnologica che sta interessando il nostro Paese anche nel mondo dello sport e ad una velocità sempre più crescente. Il futuro dello Sport sarà infatti determinato anche dalla capacità di farsi coinvolgere da questo tipo di innovazioni che stanno favorendo la nascita di nuove professioni e di nuove discipline, che possono avere un impatto molto importante anche soprattutto nel campo occupazionale.

Il ruolo che siamo chiedendo di svolgere a Sport e Salute riguarda la promozione dell’attività sportiva soprattutto in campo sociale, con tutte le conseguenze che riguardano i territori, le periferie, le aree disagiate e quelle aree che purtroppo, anche in termini di impiantistica sportiva sono abbandonate a sé stesse e prive di ogni struttura necessaria e utile allo sviluppo.

Quindi proprio a partire dal “Bando sport e periferie” posso dirvi con piacere che abbiamo terminato tutta l'istruttoria che riguardava il bando promosso dal mio predecessore e domani pubblicheremo la graduatoria di 254 progetti per un ammontare di circa 77 milioni di euro che corrispondono appunto a altrettanti 254 impianti che sono stati finanziati in tutte le regioni italiane e che consentiranno quindi ai comuni beneficiari di questo finanziamento o in alcuni casi anche alle associazioni e alle realtà sportive che ne hanno fatto richiesta, di poter procedere piuttosto rapidamente alla stipula delle relative convenzioni ed avviare l’esecuzione dei lavori.

Stiamo lavorando anche sul nuovo Bando sport e periferie e mi fa molto piacere dirvi che grazie alla disponibilità di risorse che abbiamo recuperato su varie linee di finanziamento, sia del nostro Ministero che anche all'esterno, il nuovo Bando vedrà il raddoppio delle risorse cioè da 70 milioni circa che sono quelli dei 254 progetti cui dicevo poc'anzi passeremo a oltre 150 milioni. Contiamo di pubblicarlo non oltre il mese di marzo.

Questo nuovo Bando avrà anche delle caratteristiche diverse e che nascono anche dalle esigenze che ci sono state rappresentate sia dai Comuni che dalle Associazioni sportive sulla base delle criticità che erano sorte col precedente. Faccio un esempio: molto spesso i Comuni, soprattutto i piccoli Comuni, vivono una situazione di dissesto economico-finanziario elevata, non hanno uffici tecnici adeguati a poter effettuare una progettazione come quella richiesta per la partecipazione ad una gara pubblica e così accedere a finanziamenti a volte per cifre e risorse anche considerevoli. Stiamo dunque costruendo un percorso per mettere a supporto di tutti i Comuni che vorranno presentare una proposta, anche una struttura tecnica che li possa sostenere nella stesura del progetto e della proposta da presentare.

Il ritardo che si era accumulato per il precedente Bando e che ci consente soltanto domani di pubblicare la graduatoria è stato dovuto anche a questa difficoltà nella redazione di un progetto esecutivo; venivano presentate più che altro delle idee e delle proposte e quindi il lavoro della Commissione e quello successivo per la stipula della convenzione è risultato molto complesso potendo portare anche al definanziamento di numerosi progetti, alla certificazione del fatto che fosse impossibile procedere oltre nell’iter. Questo aveva di fatto bloccato anche il percorso per quei progetti che invece erano già da un punto di vista tecnico coerenti con le finalità del Bando ma soprattutto gestibili e quindi ha di fatto bloccato l'intero sistema. Metteremo a disposizione questa struttura tecnica ovviamente gratuita per tutti i comuni perché possano essere supportati e guidati nella preparazione delle domande di partecipazione.

Poi cercheremo anche di farci guidare da quanto emergerà dal censimento degli impianti sportivi, un'attività molto importante iniziata tre anni fa e che finalmente a marzo vedrà il suo compimento. Si tratterà della ricognizione di tutti gli impianti sportivi presenti sul territorio nazionale, sia che afferiscano alle Regioni, che ai Comuni, alle Federazioni o alle realtà private. A fine marzo sarà possibile rendere pubblico questo lavoro che in questi tre anni è stato svolto ed aggiornato, per fare in modo di poter avere un risultato il più possibile coerente e attuale. Sarà molto utile per capire davvero quali sono le aree del Paese in cui non abbiamo assolutamente impianti sportivi, in quali aree c'è una presenza maggiore del pubblico ed in quali una maggiore presenza del privato; insomma una fotografia oggettiva al di là delle percezioni o delle sensibilità di ciascuno di noi e che ci consenta anche di orientare al meglio gli investimenti previsti per circa 150 milioni di euro già a partire dall'anno 2020.

Con il Bando sport periferie, attraverso il finanziamento di un impianto sportivo saremo in grado di riqualificare intere aree urbane e quindi di creare un modello di sviluppo territoriale che a prescindere dalla costruzione in sé, darà la possibilità di rendere vivo il territorio, anche grazie, ed è una delle cose che inseriremo nel nuovo bando, alla possibilità cioè di impegnare una piccola percentuale dell’importo complessivo per un progetto di gestione dell’impianto medesimo; infatti ciò che abbiamo avuto modo di verificare in questi primi mesi è che a volte, pur in presenza di fondi per la ristrutturazione di un impianto, che magari viene fatto anche nel migliore dei modi, poi non si hanno le risorse economiche disponibili e necessarie per gestirlo a livello territoriale. Il Comune, lo affida con una convenzione a soggetti privati, che però a loro volta spesso non hanno le risorse per poter gestire con efficacia il bene che è stato ristrutturato. Quindi noi prevediamo di inserire la possibilità di utilizzare una percentuale in quota parte che permetta, almeno per i primi anni, di poter avviare un'attività progettuale che dovrà anch’essa essere chiaramente poi valutata.

Altra novità che introduciamo anche mediante Sport e Salute consiste in una serie di misure che favoriscono l'accesso di base allo sport di base per tutti. Abbiamo sperimentato alla fine del precedente anno la prima misura mettendo a disposizione 7 milioni, una cifra sicuramente ancora ridotta ma il mio intento, nell'atto di indirizzo che emanerò nei confronti della società Sport e Salute è quello di chiedere un investimento nettamente superiore. Già con questa prima sperimentazione che abbiamo fatto a fine dicembre per 7 milioni, si è voluto favorire l'ingresso allo sport soprattutto per i giovani e gli over 65, fasce di popolazione che vivono in contesti sociali o familiari che non consentono l'accesso alle attività sportive.

Questa prima misura è molto importante e si è chiusa, nella sua prima fase il 4 dicembre, data entro la quale le associazioni sportive locali potevano iscriversi al portale dedicato di Sport e Salute dichiarando la propria disponibilità a ricevere ragazzi che, con il sostegno appunto del Governo, potessero svolgere attività sportiva completamente gratuita. Si sono iscritte oltre 2800 associazioni sportive con disponibilità di impianti sportivi in 1400 comuni, distribuite su tutto il territorio con una prevalenza nelle regioni del centro-sud. Oltre ottanta sono gli sport offerti alla pratica dei ragazzi.

Quattro giorni fa (il 31 gennaio 2020) si è invece conclusa la fase di candidatura dei bambini e dei ragazzi che potevano vedere sul portale quali fossero le strutture che offrivano attività sportiva gratuita; in questa prima fase sperimentale sono arrivate richieste per 43.500 bambini e ragazzi, molti dei quali segnalati anche da servizi sociali, dalle scuole e dalle Onlus. Il 55% dei partecipanti è sotto la fascia di reddito annuo di € 7.500 e lo 86% sotto la fascia di reddito anno di € 20.000. A partire dal mese di febbraio la stessa misura sarà rivolta agli over 65 che potranno accedere attraverso lo stesso portale. La fase di sperimentazione permetterà, attraverso un processo di verifica dei dati che saranno disponibili, di apporre i miglioramenti necessari per renderla più diffusa ed accessibile, tramite un finanziamento più ampio ed un superamento delle criticità.

Questa è una delle prime misure che attraverso Sport e Salute abbiamo sperimentato ma ce ne sono molte altre che vanno in parte a riprendere e rivedere i progetti precedentemente gestiti dal CONI (come Sport di classe o Scuole aperte allo sport). Su questo filone di attività è stato avviato un dibattito tutt’ora in corso, presenti anche delle proposte di legge in discussione soprattutto al Senato; stiamo seguendo il dibattito parlamentare per fare in modo di dare impulso a un sistema in cui sia la scuola a garantire una serie di opportunità a partire dalla possibilità dell'inserimento nelle scuole primarie dei docenti di educazione motoria in modo da rimodulare la partecipazione tutti gli altri soggetti sportivi a partire dalle Federazioni. Mentre il processo parlamentare si sviluppa continueremo, lì dov'è possibile, a sostenere il lavoro che a livello territoriale viene portato avanti soprattutto in luoghi di grandi difficoltà.

Accanto a queste misure ce ne sono poi altre che sperimenteremo nell’anno in corso. Una riguarda il Fondo unico a sostegno e potenziamento del movimento sportivo italiano e l'altra il Fondo a favore delle società sportive dilettantistiche e degli enti di promozione sportiva. Si tratta di due fondi importanti perché anche in questo caso stiamo cercando di lavorare con una visione di sistema e quindi non andando a sostenere solo una parte della filiera visto che sui territori ci sono Associazioni e Federazioni che hanno una solidità che consente loro di fare investimenti da un punto di vista economico finanziario di fare una serie di investimenti ma anche tante piccole realtà dove molto spesso gli stessi promotori sono costretti a mettere mano nella tasca per tirar fuori risorse economiche necessarie per promuovere attività sociali e culturali attraverso lo sport.

Noi utilizzeremo questi due fondi in modo specifico per cercare di andare incontro alle esigenze di tutte queste realtà locali che hanno meno possibilità, per fare in modo che si possa incidere soprattutto nelle piccole realtà con iniziative significative. I fondi da destinare ad interventi a favore di società sportive dilettantistiche di promozione sportiva ammontano, nei limiti di quello che la situazione di bilancio dello stato ci consente di fare, a € 10.188.000. Il Fondo a sostegno il potenziamento del Movimento Sportivo Italiano è un fondo invece che cumula sia una dotazione non ancora spesa del 2019 con una relativa al 2020 per un totale di circa 15 milioni di euro.

Ovviamente esiste poi tutta un'attività sulla quale non mi dilungo che, se volete, sarà oggetto eventualmente delle vostre domande e che riguarda l'attività ordinaria dell'Ufficio per lo sport e va dalla ripartizione del cinque per mille alle associazioni dilettantistiche, all'assegno di maternità delle atlete, tutta una serie di misure, ad onor del vero, previste già dai precedenti governi e a cui stiamo semplicemente cercando di dare continuità e maggiore efficienza.

Chiaramente mi sono soffermato in questa prima parte del mio intervento sugli interventi sociali e culturali nei territori. Ma ciò non toglie che quando parliamo di sport non possiamo non fare riferimento ai grandi appuntamenti internazionali che vedranno protagonisti tutti i nostri atleti e le atlete che rendono onore all’Italia. Sapete benissimo che Milano-Cortina 2026 è uno di questi appuntamenti che vedrà coinvolte non solo due Regioni in modo specifico ma tutto il nostro Paese.

La legge Olimpica che abbiamo proposto si basa molto, come del resto anche tutte le precedenti leggi olimpiche, su criteri di trasparenza, di semplificazione sul piano gestionale ed operativo puntando sull'innovazione; vogliamo che l'organizzazione e lo svolgimento dei Giochi Olimpici avvengano con la massima attenzione verso le comunità di riferimento specie dei giovani, ma anche nel massimo rispetto dell'ambiente ed è per questo che abbiamo introdotto nella proposta di legge Olimpica tutta una serie di norme su questo tema. Sostenibilità efficienza trasparenza controllo dei costi sono dunque i principi guida che caratterizzeranno l'evento in ogni sua fase facendo riferimento chiaramente a quelli che sono i valori i principi previsti dalla Carta Olimpica. L’altro appuntamento importante che si realizzerà a partire già dal prossimo anno saranno le ATP Finals di tennis a Torino.

Oltre questi due eventi di cui si parla molto direi che vale proprio la pena di ricordare che al nostro Paese è stato anche assegnata l’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo che si svolgeranno a Taranto e nel territorio circostante e gli Europei di nuoto di Roma 2022. Inoltre quest'anno un altro evento importante porterà qui a Roma tantissimi tifosi da ogni parte del mondo: i Campionati di calcio europei UEFA 2020 che vedranno nella Capitale la partita inaugurale ed altri tre incontri. E poi ci sono tante candidature per i prossimi anni; due le vorrei segnalare perché mi sembrano particolarmente importanti.

Una riguarda gli Special Olympics e le Universiadi attraverso la città di Torino e l'altra quella dei Campionati europei di atletica leggera di Roma 2024. Si tratta di due grandi opportunità che guardano, soprattutto gli Special Olympics e le Universiadi, in modo particolare al mondo dei giovani ma, come sapete benissimo, anche a tutto il mondo che riguarda le disabilità e le persone diversamente abili coinvolte non solo attraverso il Comitato paralimpico ma anche attraverso questa grande organizzazione che rappresentata dagli Special Olympics.

Concludo rapidamente con alcuni temi di particolare importanza. Il primo che mi sono spesso ritrovato ad affrontare in questi primi cinque mesi è quello che riguarda la sicurezza negli stadi ed i fenomeni di razzismo più volte manifestati durante le partite. Io ho ribadito, ma cercherò di farlo anche in iniziative concrete, che nel nostro sistema giuridico non esistono cause esimenti negli stadio per i comportamenti ingiuriosi e diffamatori. Ho avviato un tavolo tecnico con il Presidente Gravina della Federazione Gioco Calcio e con il Ministro dell'Interno Lamorgese per arrivare a definire un sistema che attraverso l'utilizzo di nuove tecnologie possa essere applicato all'interno dei principali stadi italiani e possa essere uno strumento ancora maggiormente di aiuto al lavoro delle forze dell'ordine. Si potrebbe sperimentare già in occasione della partita inaugurale dei Campionati Europei di calcio il prossimo il 12 giugno d’intesa con il Ministero dell'Interno, la Federazione Gioco Calcio, le Leghe di calcio e le Società sportive.

Non penso che questa azione possa essere esaustiva ma andrà affiancata da campagne di sensibilizzazione soprattutto verso i giovani, anche attraverso il supporto delle realtà locali e delle associazioni sportive per intervenire soprattutto a livello culturale proprio perché secondo me il livello di guardia ormai è molto alto; dobbiamo quindi lavorare su entrambi i canali, sicuramente parlare ai nostri ragazzi, ai nostri giovani e più in generale a tutti gli sportivi che la domenica vanno allo stadio ad assistere alle partite ma dobbiamo anche lavorare su strumenti, su cui ci sarà anche un investimento del Ministero dello Sport oltre che quello richiesto alle singole Società sportive e alle Leghe calcio, per utilizzare strumenti assolutamente innovativi utilizzati fino adesso soltanto in pochi paesi europei ma soprattutto negli Stati Uniti, per evitare qualunque tipo di attenuante nei confronti di questi fenomeni.

Non si diventa razzisti allo stadio, questo lo sappiamo, ma lì ci si mostra molto più liberamente per quel che si è e lo si grida a volte pensando che questo sia uno dei modelli che abbiamo sempre consentito all'interno degli impianti; in questo momento storico ciò non sarà più consentito, almeno per quello che mi riguarda, almeno fino a quando sarò Ministro.

Chiudo parlando di una delle cose che sarà oggetto del lavoro del Governo e delle Commissioni parlamentari per le prossime settimane: la legge delega. Approvata alla fine del precedente governo si tratta di una legge di cui condivido assolutamente le finalità portate avanti dal mio predecessore e credo sia una mia responsabilità irrinunciabile portarla a compimento. Da troppo tempo il Paese ed il mondo dello Sport attendono i risultati di questo lavoro complesso ed è mia intenzione rispettare i tempi previsti. Insieme a tutto il Gabinetto e all’Ufficio dello sport stiamo lavorando alla stesura di un testo che metta insieme tutte le cose espresse nella legge delega. La nostra ambizione è entro la fine di febbraio o i primi di marzo di avere una prima bozza che sarà il testo con cui avvieremo una serie di confronti con le forze politiche e poi con una serie di stakeholders del mondo dello sport che vanno dal CONI alle realtà locali, senza escludere nessuno. Sarà un processo partecipativo ampio giusto doveroso visto che stiamo mettendo mano una riforma complessiva di cui c'è una irrinunciabile bisogno; ma andrà fatta chiaramente con grande attenzione.

Come voi sapete le aree oggetto di riordino sono le più varie e stiamo lavorando contemporaneamente e parallelamente su tutte: dalle norme sulla governance del CONI e della disciplina di settore, i principi e criteri direttivi delle Federazioni sportive nazionali, delle discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, tutto ciò che riguarda le che riguarda le Leghe, i campionati delle varie società, le norme che riguardano la partecipazione delle donne, il semi professionismo femminile garantendo la parità di genere nell’accesso alla pratica sportiva, le norme in materia di semplificazione degli adempimenti, degli oneri amministrativi e contabili relativi a tutte le associazioni sportive, la norma sulla rappresentanza di atleti e di società sportive, di accesso all’esercizio della professione di agente sportivo.

Non entrerò in questa audizione nel dettaglio perché come vi dicevo sono oggetto di un lavoro di grande approfondimento che stiamo portando a termine e che sottoporremo poi al confronto con tutte le forze politiche.

Chiudo davvero ringraziandovi e dicendo che comunque ciò che ci ha ispirato è la volontà di legare sempre più tutto il mondo dello sport, coniugando lo sport di eccellenza a quello di base. Lo sport che consente a migliaia di persone, soprattutto giovani, nelle periferie italiane collegato ai temi del benessere, dell'alimentazione, della salute. Assieme al Ministero della Salute e al Ministero dell'istruzione faremo un lavoro di recupero territoriale e sociale molto importante. La rigenerazione urbana di un'area vale in termini di sicurezza più di dieci cento telecamere perché serve veramente a riappropriarsi di un territorio e a rendere i ragazzi e le associazioni i protagonisti del rinnovamento urbano e culturale della loro area.

Questo è il modello che stiamo portando avanti attraverso misure che vanno in continuità con il passato ma anche con misure completamente innovative e migliorative: Lo faremo sempre ascoltando critiche e i consigli che arriveranno sia dal Parlamento che da tutte quelle realtà che quotidianamente incontriamo.

Grazie

Torna all'inizio del contenuto